Scrivere della propria infanzia non è semplice, soprattutto quando sono passati tanti anni. Il mondo da allora è molto cambiato, e anche la mia città è cambiata. Eppure le emozioni di quando ero bambino sono rimaste intatte nella memoria. Più di una volta, nel corso della mia vita, mi è accaduto di ripensarvi. Ora, però, devo esporle con un certo ordine, dare ai ricordi la giusta cornice, farne insomma un racconto. Ma basterà chiudere gli occhi e tornare indietro con la mente? Posso provarmi, cominciando dai miei primi passi e chiamare in aiuto figure e fatti che il tempo ha sbiadito. Dunque venitemi incontro, fantasmi di un’età perduta. Venite a restituirmi i volti, le sensazioni, gli odori e i sapori della mia infanzia. Ridatemi le strade, i cortili, gli amici di allora. Forse riuscirò a trovare, nel bosco fitto che avvolge quei ricordi, il sentiero da cui sono partito, la strada che mi ha portato fin qui.